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Piazza S. Maria in Trastevere – Trastevere

Santa Maria in Trastevere

Missione n. 2: L’olio di S. Maria in Trastevere!

Scaricate la mappa (qui in fondo all’articolo): stampatela o salvatela sul vostro cellulare. FATTO!

Scegliete giorno e ora in cui andare e con chi andare (va bene anche in solitaria). FATTO!

Se prendete la macchina parcheggiate nella strada segnata con P sulla mappa (lungotevere Raffaello Sanzio). OK!

Se prendete i mezzi arrivate a largo di Torre Argentina o viale Trastevere o all’isola Tiberina. Scaricatevi Moovit se ancora non l’avete fatto.. YES!

E ORA.. PRONTI PARTENZA VIA!

Sono davanti alla chiesa di Santa Maria in Trastevere nel cuore del rione Trastevere.. indovinate, cosa sto facendo??

Tranquilli, non sto versando davvero dell’olio.. non voglio ritrovarmi nella situazione di Leo nel film Un sacco bello di Verdone!

Voglio solo raccontarvi che proprio in questo punto di Roma ben 2.000 anni fa (nel 38 a.C.) è sgorgato un olio minerale (forse petrolio?) dal terreno!

Niente di particolarmente strano a detta dei geologi, ma i cristiani successivamente collegarono questo evento alla nascita di Gesù avvenuta pochi anni dopo nella Giudea. L’olio era un segno miracoloso che avveniva in questa città perché futura sede di Pietro, apostolo di Gesù e primo vescovo di Roma..

E perché l’olio doveva essere un segno della nascita di Gesù?

Perché Gesù è chiamato dai cristiani l’unto del Signore, che vuol dire Messia e Salvatore dell’umanità!

Ecco perché nel III secolo d.C. i cristiani chiesero all’imperatore Alessandro Severo di poter avere questo luogo, occupato a quel tempo da un albergo con osteria (la taberna meritoria per i veterani dell’esercito romano), per costruire un luogo di culto.

Nella chiesa c’è ancora il luogo dove secondo la tradizione uscì l’olio dal terreno (fons olei) e nei mosaici dell’abside fatti da Cavallini alla fine del ‘200 c’è la fons olei (un fiumiciattolo di olio scuro come petrolio) rappresentata sotto la scena della nascita di Gesù!

Date un’occhiata qui sotto!

E ora vai con le mini missioni!

Mappa in mano, pronti a vivere i dintorni di piazza di S. Maria in Trastevere in 4 step!

Accumulate punti per ogni missione superata, condividendo le foto su instagram o altri social e taggando #stars4rome (non dimenticatelo!).

Ecco il percorso se venite dal parcheggio segnato in mappa!

(Se venite con i mezzi decidete voi da dove iniziare!)

Venendo dal parcheggio passate per via della Renella per ammirare il leone dello street artist Maupal, con la scritta TRUST EVER!

PIAZZA APOLLONIA

CONQUISTATE 1 STELLA: Cercate le opere degli street artist sul muro di via della Lungaretta e fotografate quella che vi colpisce di più! (Occhio che alcune possono essere immagini forti o fortemente satiriche..)

PUNTI EXTRA: Fatevi un selfie con la Sora Lella con la S di supergirl, opera delle street artist LeDiesis (è su vicolo di S. Maria in Trastevere, girando l’angolo) / Fotografate l’altro muro occupato dagli stickers di street art proseguendo su via della Lungaretta (oltre piazza S. Maria in Trastevere)

Andate a piazza di Santa Maria in Trastevere nel luogo della fons olei!

VICOLO DEL BOLOGNA

CONQUISTATE 1 STELLA: Scattate la foto della Madonnella che nel 1796 è stata vista muovere gli occhi.. a Roma sono diverse le madonnelle di strada di cui si narra lo stesso evento prodigioso negli stessi anni (secondo l’opinione del popolo presagivano l’occupazione francese di Roma avvenuta due anni dopo..)

PUNTI EXTRA: Fotografate l’altra madonnella di strada dentro una cornice (è poco più avanti nel vicolo) / Cercate e fotografate un fregio antico incastonato in un palazzo nello stesso vicolo.. non ci sono solo madonnelle sui palazzi!

PORTA SETTIMIANA

CONQUISTATE 1 STELLA: Porta Settimiana è una delle tre antiche porte trasteverine delle mura aureliane.. fu costruita da Settimio Severo (da cui prende il nome), ma ricostruita da Alessandro VI nel ‘400.. fatevi un selfie sotto l’arco!

PUNTI EXTRA: Davanti a Porta Settimiana è stata girata la scena di Un sacco bello di Verdone in cui Leo rompe la bottiglia di olio.. fotografate la targa per terra messa dal comune di Roma! / Fotografate i merli a coda di rondine della porta!

VICOLO MORONI

CONQUISTATE 1 STELLA: Cercate e fotografate il rudere di una torre delle antiche mura aureliane.. è in fondo a un vicolo cieco (un vicolo del vicolo Moroni!)

PUNTI EXTRA: Cercate e fotografate Monica Vitti come supergirl, altra opera delle street artist LeDiesis! / Fotografate il multisala che oggi si trova nel luogo dell’ottocentesco Nuovo Politeama Romano!

Per scaricare la mappa e scoprire le altre missioni:

Stars4Rome – Storikamente Roma

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Alla Scoperta delle Madonnelle


Le “Madonnelle” sono la testimonianza di una religiosità popolare e l’espressione di una tradizione radicata che coinvolge anche la sfera artistica, sociale e politica di Roma.

Si tratta di edicole sacre, quasi sempre di soggetto mariano, che si trovano agli incroci delle strade, agli angoli o sulle facciate dei palazzi. Ciò che le accumuna è il senso di protezione, poiché venivano poste a salvaguardia di un determinato luogo. Sono realizzate nelle forme e nei materiali più vari. Ci sono quelle in stucco, in ceramica, in marmo, ma si trovano soprattutto dipinti su tela, affreschi e mosaici.


Anche se vengono inserite nella cosiddetta “arte povera”, in realtà alcune edicole sacre sono riccamente abbellite, soprattutto con cornici di varie forme e di materiali diversi.

A livello temporale la loro origine è molto varia. La maggior parte di quelle conservate si datano tra il XVII e il XIX secolo. Poche sono quelle conservate di epoca medievale. Ne esistono anche di più recenti, ma in quantità numerica inferiore.

Quelle più antiche sono spesso accompagnate da un’iscrizione riguardante il miracolo a cui sono legate. Una tipica caratteristica delle Madonnelle è difatti la loro associazione a “eventi prodigiosi” come per esempio il movimento degli occhi.



Il 19 giugno 2021 abbiamo inaugurato il ciclo di visite guidate dedicate agli adulti con una passeggiata nei rioni Campitelli e sant’Angelo.

Abbiamo avuto l’opportunità di osservare diverse edicole sacre, riconoscendone le caratteristiche, raccontando le curiosità e ricordando le leggende a cui sono legate.

Ma non abbiamo parlato solo di “Madonnelle”. Abbiamo anche visitato due importanti rioni, il X e l’XI, ricchi di monumenti e storia, ma anche maggiormente colpiti dagli sventramenti di epoca fascista.


La chiesa di Santa Maria in Campitelli ha rappresentato il momento centrale della nostra passeggiata.

Oltre ad essere un monumento unico dal punto di vista artistico e architettonico, è anche un luogo sacro molto importante, in quanto custodisce al suo interno la Romanae Portus Securitatis, “Porto della salvezza di Roma”.

La sua origine e devozione, infatti, è legata a vari miracoli, tra cui i più importanti furono la fine della peste nel 1656 e l’aver salvato Roma da un terribile terremoto nel 1703. La miracolosa immagine è un singolare lavoro in lamina d’argento dorato, davvero difficile da osservare, in quanto misura 26 cm d’altezza e 20,5 cm di larghezza.


Sappiamo che l’icona raffigura la Vergine con il bambino in braccio, secondo la diffusa iconografia bizantina dell’Odigitria.

Secondo le fonti l’opera era conservata in Santa Maria in Portico fin dal XII secolo e quindi andrebbe datata ad un periodo precedente. Tuttavia, è difficile dare una datazione precisa in quanto mancano opere simili di raffronto. Così varie sono le ipotesi: secondo alcuni studiosi si può collocare al secolo X, mentre secondo altri si può anticipare ai secoli V-VI. Non sappiamo neanche il nome dell’artista, ma molto probabilmente si può attribuire a qualche bottega d’arte o a qualche scuola monastica.

Questa piccolissima icona ci ha accompagnato durante l’intera passeggiata, poiché se ne trovano moltissime copie all’interno del Ghetto, a volte accompagnate da iscrizioni che ricordano l’anniversario dell’evento miracoloso.

L’intera città di Roma è abbellita da edicole sacre, per scoprirle basta soltanto camminare più lentamente, alzare lo sguardo ed osservare…